Traccia svolta PRIMA PROVA SCRITTA esame di stato assistente sociale albo B

Ciao! Ho pensato di pubblicare questo esempio di svolgimento della prima prova scritta. Si tratta di una traccia che ci è stata proposta al corso di preparazione all’Esame di Stato albo B organizzato dall’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte. La traccia è stata svolta da me ed è stata corretta in aula insieme agli altri candidati e a due assistenti sociali professionisti.

Buona lettura!


I PROVA SCRITTA SEZIONE B

“L’assistente sociale pone la persona al centro di ogni intervento. Considera e accoglie
ogni persona portatrice di una domanda, di un bisogno, di un problema come unica e
distinta da altre in analoghe situazioni e la colloca entro il suo contesto di vita, di
relazione e di ambiente, inteso sia in senso antropologico-culturale che fisico” (Art 7,
titolo II, principi – codice deontologico) . Commenti il candidato l’articolo citato alla luce
del processo di aiuto e del procedimento metodologico.

Svolgimento

L’articolo 7 del codice deontologico, si trova nella sezione dedicata ai principi guida della professione di assistente sociale. Si tratta di principi etico-operativi che devono guidare l’azione del professionista.

Lungo tutto il dispiegarsi del processo di aiuto la persona va messa al centro dell’intervento. Compito dell’assistente sociale è porsi al servizio dell’utente attivando un intervento di aiuto finalizzato all’ascolto della domanda e alla mediazione tra risorse e bisogni specifici per promuovere un migliore rapporto tra la persona e il suo ambiente.

Nella prima fase del processo di aiuto, quella di contatto, porre la persona al centro significa  accoglierla nel rispetto del valore della sua unicità, ovvero considerandola come unica e distinta dalle altre, con propri bisogni, proprie motivazioni, aspirazioni, sentimenti, aspettative e significati. Rispettare il valore dell’unicità della persona significa operare attraverso interventi personalizzati utilizzando un progetto di aiuto individualizzato, ovvero elaborato con la persona considerando le sue personali aspettative, i suoi particolari bisogni e risorse e attivando interventi specifici per promuovere il superamento del disagio. E’ essenziale operare attraverso progetti d’intervento personalizzati al fine di evitare l’erogazione di prestazioni standardizzate e la messa in atto di atteggiamenti abitudinari che non colgono la specificità e l’unicità di ogni soggetto e non valorizzano le differenze insite in ogni persona.

Un progetto di aiuto che mette al centro la persona è costruito con la partecipazione attiva di quest’ultima, è fondato sulla negoziazione continua tra la visione del problema dell’utente e quella dell’assistente sociale. L’intero progetto di aiuto deve essere ritagliato sulla specificità e peculiarità della persona, dev’essere finalizzato allo sviluppo dell’empowerment della stessa  e deve svilupparsi nel rispetto e nella promozione della sua autodeterminazione. Il problema bersaglio su cui si intende lavorare, va individuato insieme all’utente, considerando quello che quest’ultimo individua come problema di maggiore importanza e confrontandolo con la visione dell’assistente sociale. L’area di intervento prescelta dev’essere adeguata alle risorse e alle capacità che la persona che richiede l’intervento di aiuto può mettere in campo: un’area bersaglio troppo vasta determinerebbe un intervento sostitutivo dell’assistente sociale, non consentirebbe spazi di autonomia e sperimentazione alla persona. L’individuazione degli obiettivi e dei compiti dev’essere tarata sulle reali possibilità della persona, evitando obiettivi e compiti che quest’ultima non può sostenere e che determinerebbero un insuccesso e non promuoverebbero l’empowerment dell’utente.

Porre la persona al centro dell’intervento significa inoltre attivare una relazione d’aiuto, elemento essenziale per la buona riuscita del processo di aiuto, che sia abilitante, promozionale, diretta all’attivazione dell’empowerment dell’utente. La persona attraverso la relazione d’aiuto deve apprendere migliori strategie e modalità per affrontare i problemi e ricercare soluzioni adeguate alle proprie necessità. Affinché questo avvenga l’assistente sociale deve porsi nei confronti dell’utente con un ascolto attento e interessato finalizzato alla comprensione dei suoi propri significati, della sua personale visione del problema, delle sue proprie motivazioni, intenzioni e aspettative. Questo approccio è essenziale per evitare interventi sostitutivi e interventi nei quali l’assistente sociale contrappone la sua visione a quella dell’utente e mira al raggiungimento di obiettivi senza adeguata condivisione e partecipazione da parte dello stesso. Ogni situazione è unica e presenta precise caratteristiche e come tale va considerata, evitando l’omologazione e la standardizzazione degli interventi.

L’importanza di collocare ogni persona nel suo contesto di vita si ricollega innanzitutto alla peculiarità della professione di assistente sociale il cui obiettivo è consentire un migliore rapporto tra la persona e il suo ambiente: è nella relazione tra il soggetto, i suoi bisogni e l’ambiente che si è generato il problema e in questa va ricollocato. L’ambiente si intende: a livello micro, con riferimento alle relazioni affettive, familiari e sociali di base della persona; a  livello macro con riferimento alla comunità in cui la stessa è inserita e alle istituzioni presenti. L’assistente sociale deve intervenire per consentire alla persona di sviluppare relazioni di supporto all’interno del suo ambiente di vita: la relazione di aiuto infatti, non è esclusiva, ma anzi deve promuovere l’attivazione di altre relazioni sulle quali trasferire le richieste relative a codici più affettivi, familiari che non possono essere soddisfatte nell’ambito della relazione di aiuto professionale. L’assistente sociale per operare in questa direzione, nella fase valutativo-progettuale che precede l’elaborazione del progetto, deve esplorare le reti primarie dell’utente, sostenere le eventuali reti di supporto già attive e svilupparne di nuove. A livello macro fondamentale importanza riveste per l’assistente sociale la conoscenza di tutte le risorse presenti e attivabili sul territorio, necessità richiamata anche dal codice deontologico della professione agli articoli 35 e 38. Collocare la persona nel proprio contesto di vita significa infatti trovare le risorse nel contesto in cui la persona è inserita: l’assistente sociale deve fornire adeguate informazioni alla persona relativamente ai servizi a cui può accedere per il soddisfacimento dei propri bisogni e può attivarsi per mettere in contatto la persona con le risorse adeguate.

Questa modalità operativa rimanda alla peculiarità della professione di assistente sociale la cui azione si rivolge sempre, contestualmente, verso tre fuochi d’intervento: la persona, la comunità e l’organizzazione.

Porre la persona nel suo contesto di vita, di ambiente e di relazione richiama inoltre l’importanza per l’operatore di operare in modo integrato, di fare lavoro di rete e in rete. Questa modalità operativa si traduce nell’attivazione di reti di sostegno e nell’azione di guida e supporto a quelle già esistenti. Si riferisce alla ricerca dell’integrazione tra risorse formali, informali, spontanee e organizzate, pubbliche e private, per costruire un progetto di aiuto ritagliato sulla persona per il superamento del disagio.

L’attenzione all’ambiente inteso nelle sue caratteristiche antropologiche e culturali, richiama la necessità di tenere in adeguata considerazione la cultura di riferimento dell’utente: a fronte dell’aumento dell’immigrazione, sono sempre più numerose le situazioni in cui l’assistente sociale si trova ad attivare interventi di aiuto con persone che provengono da contesti culturali differenti. In queste situazioni è fondamentale considerare adeguatamente le differenze di significati, di aspettative, di intenzioni e di valori per costruire interventi di aiuto che siano personalizzati evitando di applicare codici e principi di altre culture.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s