Il lavoro di rete nel servizio sociale

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L’argomento del lavoro di rete è molto vasto. In questo post cercherò di raccogliere pertanto alcuni concetti essenziali rimandando alla bibliografia a fondo pagina per eventuali approfondimenti.

Il lavoro di rete nel servizio sociale consiste nella creazioni di legami, sinergie, connessioni tra varie risorse formali, informali, primarie e secondarie al fine di promuovere il benessere della persona e della collettività.

Una distinzione importante può essere effettuata tra:

  • lavoro di rete; ci si riferisce ad azioni volte a promuovere connessioni e sinergie tra risorse formali e informali al fine di realizzare un intervento di aiuto. Nel lavoro di rete l’operatore promuove l’attivazione di nuove reti e agisce a sostegno di quelle già esistenti.
  • lavoro in rete; con questa espressione ci si riferisce al lavoro interprofessionale di norma svolto in équipe in cui diversi professionisti si integrano e coordinano i loro interventi al fine di evitare sovrapposizioni e sprechi di risorse.

L’importanza del lavoro di rete è individuata anche nel Codice Deontologico dell’assistente sociale all’art. 38:

L´assistente sociale deve conoscere i soggetti attivi in campo sociale, sia privati che pubblici, e ricercarne la collaborazione per obiettivi e azioni comuni che rispondano in maniera articolata e differenziata a bisogni espressi, superando la logica della risposta assistenzialistica e contribuendo alla promozione di un sistema di rete integrato“¹

L’articolo richiama il dovere e l’importanza per l’assistente sociale di partecipare alla promozione di un sistema di rete integrato. A tal proposito il professionista deve impegnarsi nella ricerca di collaborazioni con altri soggetti attivi nel sociale al fine di creare partenership sociali.

Il lavoro di rete nel servizio sociale si svolge:

  • con la persona: l’assistente sociale in fase di assessment esplora le reti in cui l’utente è inserito, mentre in fase di realizzazione dell’intervento svolge un’azione di mobilitazione delle reti, promuovendo quelle già esistenti o supportando lo sviluppo di nuove reti;
  • nel servizio e tra i servizi; l’operatore opera per creare connessioni nel servizio e tra diversi servizi per intervenire su un caso singolo o per attivare nuovi servizi necessari per la comunità;
  • sul territorio; l’assistente sociale promuove connessioni e legami tra varie risorse allo scopo di rendere il territorio più nutritivo;

Nel lavoro di rete si può inoltre distinguere tra:

  • reti primarie; si fa riferimento alla famiglia, ai gruppi amicali e di vicinato. Si tratta di relazioni “faccia a faccia”  in cui la persona conosce tutti i componenti della rete. Gli scambi tra le persone appartenenti a questa rete avvengono secondo il principio di reciprocità;
  • reti secondarie informali; queste reti comprendono gruppi di volontariato, gruppi di auto-mutuo-aiuto-, associazioni. Gli scambi che intervengono tra coloro che vi appartengono si basano sul principio della solidarietà;
  • reti secondarie formali; si tratta di reti molto strutturate e formalizzate che comprendono istituzioni che erogano servizi e prestazioni sulla base di norme.

La prima rete che si attiva in una situazione di disagio è di norma la rete primaria costituita dalla famiglia e dagli amici. Quando i legami tra i membri di questa rete sono solidi e funzionali essa è una risorsa fondamentale che offre risposte ai problemi della persona. Vi sono altre situazioni, invece, in cui i legami nella rete primaria sono deboli e disfunzionali.

Un sistema dei servizi a rete è inoltre fortemente promosso dalla legge quadro 328/2000 in diversi punti:

  • art. 1 “La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali […]
  • art. 6 comma 2 a “[…] Ai comuni spetta la realizzazione del sistema locale dei servizi sociali a rete […]”
  • art. 22 comma 1  “Il sistema integrato di interventi e servizi sociali si realizza mediante politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare con eventuali misure economiche, e la definizione di percorsi attivi volti ad ottimizzare l’efficacia delle risorse, impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte

La legge pertanto prefigura un sistema a rete dei servizi, ovvero un sistema in cui molti attori si coordinano per la formulazione e l’implementazione di politiche e interventi. Il disegno dei servizi a rete ha come obiettivo quello di “ottimizzare le risorse, impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte”².

Per maggiori approfondimenti sul lavoro di rete tra servizi e organizzazioni a cui richiama la normativa si può leggere il post esempio di svolgimento di seconda prova scritta che tratta l’argomento.

Riferimenti bibliografici e approfondimenti:

  • Assistenti sociali professionisti, Rovai- Zilianti;
  • Nuovo dizionario di servizio sociale, Campanini;
  • L’assistente sociale, Passera-Bartolomei
  • Dinamiche di rete e lavoro sociale, L. Sanicola
  • I servizi socioassistenziali. Sistema integrato di interventi e servizi sociali. R. Maggian

Note:

¹Codice deontologico dell’assistente sociale art. 38

²Legge 328/2000 art. 22 comma 1

Buono studio a tutti!

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2 thoughts on “Il lavoro di rete nel servizio sociale

    1. Queste sono sintesi ragionate di alcuni argomenti, non temi. In base alla traccia potresti dover inserire argomenti sia sul lavoro di rete nel servizio sociale che nel lavoro di rete tra i servizi. Dipende da ciò che la traccia ti chiede.

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