L’amministrazione di sostegno

Interdizione giudiziale, inabilitazione, amministrazione di sostegno

Si tratta di tre diverse misure previste dalla legge che mirano a tutelare la persona maggiorenne che si trova in condizione di incapacità di intendere e di volere.
Questi tre istituti sono tra loro incompatibili: se una persona è stata interdetta o inabilitata non può ricevere anche l’amministrazione di sostegno. Tuttavia è possibile richiedere la revoca del provvedimento in corso e presentare richiesta per un’altra misura.

In questo post mi concentrerò sull’amministrazione di sostegno, istituto disciplinato dalla legge N. 6/2004 

L’amministrazione di sostegno è

una misura che mira a tutelare le persone parzialmente o totalmente prive di autonomia attraverso un intervento temporaneo o permanente che limiti il meno possibile la capacità di agire del soggetto. A questo proposito gli ambiti per i quali si richiede che la persona sia sostenuta da un amministratore saranno personalizzati in base alle specifiche necessità della stessa, elemento che differenzia profondamente l’amministrazione di sostegno dall’interdizione e dall’inabilitazione.
La persona conserva la propria capacità di agire per tutti gli atti per i quali non è prevista la rappresentanza o l’assistenza da parte dell’amministratore.

Chi è il potenziale destinatario di questa misura?

 “La persona che, per effetto di una infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trova nella impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi, può essere assistita da un amministratore di sostegno” Art. 404 c.c.

Chi può richiedere l’amministrazione di sostegno?

  • il diretto interessato maggiore di 17 anni;
  • il coniuge o convivente;
  • i parenti entro il 4°;
  • gli affini entro il 2°;
  • il tutore e curatore;
  • il pubblico ministero;
  • gli operatori dei servizi sociali e sanitari art. 406  c.c

Chi può ricoprire il ruolo di amministratore di sostegno?

Se è possibile il giudice tende a scegliere una di queste persone:

  • il coniuge/convivente ( quando non c’è separazione)
  • il padre, la madre
  • il figlio, il fratello/la sorella
  • i parenti entro 4°

Se il giudice lo ritiene opportuno può affidare l’incarico di amministratore anche a fondazioni o associazioni o a un soggetto idoneo anche se non legato al beneficiario.
Il diretto interessato, nel caso vi sia la previsione di una futura incapacità, può designare personalmente il proprio amministratore di sostegno.
Non può rivestire questo ruolo l’operatore di uno servizio pubblico o privato che ha in carico la persona.

Qual è il ruolo dell’assistente sociale rispetto a questa misura?

  • informare l’interessato e i familiari rispetto all’opportunità di attivare l’amministrazione di sostegno e alla procedura per richiederla;
  • aiutare la persona e i familiari a costruire un progetto di amministrazione di sostegno considerando i bisogni e le aspettative personali.

Procedimento per l’attivazione dell’amministrazione di sostegno:

  1. Presentazione del ricorso al giudice tutelare;
  2. Udienza e accertamenti; il giudice tutelare deve ascoltare la persona interessata.
  3. Decreto di nomina; quest’ultimo viene emanato dal giudice entro 60 giorni dalla richiesta.

Riferimenti bibliografici e approfondimenti:

 

Buono studio  e in bocca al lupo a tutti,

 Maria Mirabella

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