Il ruolo dell’assistente sociale nell’area minori

Tutela dei minori (parte prima)

Considerato che l’argomento relativo al ruolo dell’assistente sociale nell‘area minori e famiglie è molto vasto lo suddividerò in più post.

Quando un minore si trova in una situazione di difficoltà ad intervenire è l’assistente sociale che opera nel servizio socio-assistenziale per minori e famiglie del comune di residenza dello stesso. Nel caso si tratti di minori stranieri non accompagnati interviene invece l’assistente sociale dell’area minori del comune di presenza del bambino/a.

L’assistente sociale può venire informato/a della condizione di difficoltà che vive un minore da diverse fonti:

  • dalla scuola;
  • da altri servizi socio-sanitari;  il pediatra del bambino/a, ad esempio.
  • dalle forze dell’ordine; in questo caso accade che le forze dell’ordine, chiamate ad intervenire per un grave conflitto familiare in corso, o per la necessità di eseguire un trattamento sanitario obbligatorio in presenza di figli minori, ecc, rilevino una situazione di difficoltà di un minore e la segnalino al servizio invitandolo ad approfondire le informazioni di cui sono venuti a conoscenza.
  • i vicini di casa o conoscenti;  in questo caso è fondamentale comprendere la motivazione della segnalazione.
  • i parenti o un solo membro della famiglia;
  • una richiesta di aiuto spontanea da parte della famiglia;

Dopo aver ricevuto una segnalazione rispetto ad una condizione di difficoltà in cui si trova un minore l’operatore dovrà effettuare una valutazione/assessment per comprendere se sia necessario intervenire in aiuto della famiglia e/o se si debba coinvolgere l’autorità giudiziaria per garantire la tutela del bambino/a.

Le informazioni da raccogliere per valutare la situazione riguardano:

  • i bisogni del minore e dei suoi adulti di riferimento; è necessario verificare che i bisogni del bambino siano soddisfatti e considerare inoltre quali siano i bisogni degli adulti che si prendono cura di lui. Nel caso in cui vi sia una situazione di malessere degli adulti di riferimento vi saranno infatti conseguenze rispetto alla cura/tutela del bambino/a.
  • le persone interessate ad impegnarsi per migliorare la situazione del bambino/a;
  • i segnali di sofferenza, i segnali di rischio e gli elementi protettivi; la valutazione di una situazione di pregiudizio in cui vive il minore va valutata considerando e bilanciando segnali di sofferenza del minore, segnali di rischio ed elementi protettivi presenti.

Quando si verifica una situazione di pregiudizio?
Quando una condizione di grave disagio e disadattamento ha determinato, o potrà determinare, un danno alla salute psico-fisica del minore. Questo può verificarsi in situazione di: grave trascuratezza verso il minore, stato di abbandono, maltrattamento fisico, sessuale, psicologico del minore, grave e continua conflittualità tra i genitori.

Le informazioni necessarie per valutare la situazione in cui si trova il minore possono essere raccolte attraverso diverse fonti:

  • colloqui con gli adulti di riferimento;
  • colloquio con il minore;
  • visita domiciliare;
  • lettura di eventuale documentazione già in possesso del servizio;
  • colloqui con altri soggetti significativi quali nonni, zii, istruttori, ecc; questi soggetti verranno coinvolti solo se si ritiene che possano essere a conoscenza di elementi fondamentali per la valutazione, in quanto la situazione di una famiglia in carico ai servizi sociali è una notizia che deve rimanere riservata.
  • insegnanti; l’assistente sociale deve informare la famiglia della volontà di ascoltare gli insegnanti.
  • pediatra; l’assistente sociale contatterà il pediatra solo se ritiene che potrà fornire informazioni davvero significative.

A seguito della valutazione l’assistente sociale elaborerà un progetto di aiuto con la famiglia finalizzato al miglioramento della situazione di difficoltà in cui si trova il minore. Nel progetto verranno individuati:

  • gli obiettivi da raggiungere;
  • le azioni da effettuare per raggiungere le finalità previste;
  • i tempi di realizzazione;
  • compiti e responsabilità di ogni soggetto coinvolto nel progetto;
  • criteri e tempi di verifica;

Più l’assistente sociale riuscirà a promuovere la collaborazione e la partecipazione attiva da parte degli adulti di riferimento e del minore maggiore sarà la probabilità di riuscita del progetto.

Nelle situazioni in cui il bambino viene inserito in una comunità educativa o affidato a una famiglia, dovrà essere inoltre elaborato un progetto educativo individuale che verrà redatto o insieme alla famiglia affidataria o agli operatori della struttura di accoglienza.

Bibliografia e approfondimenti:

  • Linee guida e procedure di servizio sociale,M. L. Raineri;

 

Buono studio e in bocca al lupo!

Maria Mirabella

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2 thoughts on “Il ruolo dell’assistente sociale nell’area minori

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