Immigrazione: normativa e interventi

Bentornati sul Blog!
In genere vado in ordine rispetto alle richieste che mi arrivano, ma siccome in molti mi avete chiesto di trattare il tema dell’immigrazione, il post di questa settimana lo dedichiamo a quest’argomento.

Buona lettura e buono studio future Assistenti Sociali! 

La normativa

A partire dagli anni  70′ l’Italia è diventata un Paese d’immigrazione. Ciò nonostante questo fenomeno nel nostro Paese è sempre stato visto più come un’emergenza a cui far fronte che come un fenomeno che tendeva a stabilizzarsi. Di conseguenza la normativa relativa al settore immigrazione è sempre stata disomogenea e scarsamente favorevole all’integrazione.
Negli anni 2000, però, la nascita di una seconda generazione di stranieri, ovvero minori nati in Italia da genitori stranieri, ha reso sempre più necessaria l’emanazione di una legislazione adeguata e omogenea.
La prima normativa organica in materia d’immigrazione è la L. 40/98, ovvero la legge Turco-Napolitano. Sempre nel 1998 viene emanato il Testo Unico sull’immigrazione (D. Lgs. 286/1998) che comprende al suo interno anche la legge Turco-Napolitano. Queste normative tendono all’integrazione e introducono importanti novità a tal proposito: la carta di soggiorno, il ricongiungimento familiare, l’obbligo scolastico per i minori (regolari e non ) presenti sul territorio, l’istituzione di un Fondo per le politiche migratorie, la definizione di tappe per l’acquisizione della cittadinanza.

Nel 2002, invece,  la legge Bossi-Fini (L. 189/2002) modifica in senso restrittivo la normativa per gli stranieri.

Nel 2009 viene emanata la legge 94 denominata “Pacchetto sicurezza” al fine di contrastare l’immigrazione clandestina. La legge introduce il “reato di ingresso e soggiorno illegale” che determina diversi problemi per gli assistenti sociali che lavorano nel settore pubblico. In quanti pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio, infatti, questi professionisti hanno l’obbligo di denunciare i reati perseguibili d’ufficio. Ciò significa che se una persona straniera clandestina o irregolare chiede loro aiuto, essi non solo non possono offrirglielo, ma dovrebbero anche denunciarla alle autorità.

All’interno dell’Unione Europea vige il diritto di libera circolazione dei cittadini, mentre coloro che sono cittadini di stati extra UE devono possedere un visto o un soggiorno di ingresso. Il visto è rilasciato dall’ambasciata del Paese di residenza della persona e può avere una diversa durata, il permesso di soggiorno è rilasciato dallo Stato italiano e consente di rimanere sul territorio italiano per un periodo superiore ai 3 mesi.

Il ruolo dell’assistente sociale nel settore immigrazione

L’articolo 41 del Testo Unico sull’immigrazione (D.Lgs. 286/1998) stabilisce che gli stranieri regolari possano usufruire dell’assistenza sociale come i cittadini italiani. Essi hanno inoltre l’obbligo di iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale e godono di tutti i diritti e doveri riconosciuti ai cittadini italiani.

L’assistente sociale che opera con le persone immigrate deve in primo luogo informare, far conoscere alle persone i servizi disponibili e accompagnarle nell’accesso a questi. Il professionista dovrà aiutarli a superare le diverse barriere culturali, religiose, legali e burocratiche esistenti.
Una persona straniera appena arrivata in Italia deve affrontare diversi problemi:

  • la ricerca di una casa o di una sistemazione per vivere;
  • l’apprendimento della lingua italiana per potersi integrare al meglio;
  • la formazione professionale per un integrazione anche di tipo economico;
  • la necessità d’informazione rispetto ai servizi e alle risorse disponibili.

L’immigrazione irregolare

Esiste poi tutta una fetta d‘immigrazione irregolare che comprende sia coloro che entrano sul territorio italiano in modo clandestino (senza permesso), che coloro che nel corso del tempo perdono i requisiti per poter rimanere sul suolo italiano.
Gli stranieri irregolari non possono accedere alle prestazioni e ai servizi pubblici dell’assistenza. Il mondo del volontariato, pertanto, svolge in questo settore un ruolo fondamentale in quanto offre loro il sostegno e l’aiuto che nel pubblico non possono trovare.
Per quanto riguarda i servizi sanitari gli stranieri irregolari hanno diritto alle cure urgenti ed essenziali.
Nonostante l’irregolarità alcune alcune persone NON possono essere espulsi dallo Stato italiano. Si tratta di:

  • minori di 18 anni;
  • donne in gravidanza e fino a 6 mesi di età del minore;
  • rifugiati, ovvero persone che nel loro Stato di appartenenza sarebbero perseguitate per motivi razziali, sessuali, linguistici, religiosi o politici. Quest’ultimi hanno diritto ad un permesso di 5 anni rinnovabile nonché al ricongiungimento familiare e agli stessi servizi a cui hanno diritto i cittadini italiani.
    I rifugiati, inoltre, hanno la possibilità di accedere ad un Sistema di Protezione per richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR). L’inserimento in questo progetto offre alla persona la possibilità di perseguire l’integrazione sia sociale che economica.

Nei post successivi completerò l’argomento immigrazione trattando la parte su “i minori stranieri” e “le persone vittime di tratta”.

 

Buono studio!
dott.ssa Maria Mirabella

Bibliografia e approfondimenti:

  • Linee guida e procedure di servizio sociale, M. L. Raineri, Erikson;
  • Nuovo dizionario di servizio sociale, A. Campanini;
  • L’esame di abilitazione per Assistente Sociale, A. Cantori, Maggioli

 

 

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