Il procedimento metodologico nel Servizio Sociale

Il procedimento metodologico è

uno schema di riferimento concettuale che guida e orienta in modo scientifico l’azione dell’assistente sociale. Esso inoltre qualifica un intervento di tipo professionale (Dal Pra Ponticelli 1987)

Il procedimento metodologico è suddiviso in fasi che nella realtà pratica possono fondersi e sovrapporsi. Nei libri le fasi possono essere definite in modo diverso in base agli autori. Al di là del nome che esse assumono è importante comprendere pienamente ciò che avviene in ognuna di esse.
Le fasi del procedimento metodologico si susseguono in ordine logico (una dopo l’altra), ma alcune di esse persistono durante tutto il processo di aiuto. Ad esempio la fase di valutazione (in inglese assessment) segue quella di accoglienza della domanda, ma prosegue durante tutto il percorso di aiuto: in questo modo, in caso di necessità, si può riprogettare o apportare delle modifiche.
Se è necessario è sempre possibile tornare a una fase precedente del processo di aiuto.

Caratteristica fondamentale del procedimento metodologico è la sua unitarietà. Ciò significa che le fasi del procedimento metodologico sono sempre le stesse indipendentemente dal fatto che l’intervento sia rivolto alla persona, all’organizzazione o alla comunità. Il metodo che viene utilizzato nelle 3 dimensioni del servizio sociale è pertanto sempre lo stesso, ciò che cambia sono le conoscenze, la normativa, gli strumenti e le risorse. 

Le fasi del procedimento metodologico

Accoglienza della domanda e analisi della situazione. Fase di contatto

In questa prima fase la persona viene accolta dall’assistente sociale all’interno del servizio. L’obiettivo di questa fase è l’analisi della domanda, della richiesta di aiuto, che la persona porta al servizio. E’ importante capire se la persona si è presentata al servizio in modo spontaneo, o se è stata inviata da altri, che possono essere persone, servizi o l’autorità giudiziaria. Comprendere il motivo per cui la persona si è presentata al servizio darà al professionista informazioni rispetto all’iniziale motivazione al cambiamento.
L’assistente sociale deve esplicitare il proprio ruolo e verificare se la domanda è di competenza del servizio. Se l’ente non è quello competente, l’assistente sociale può esercitare un’azione di filtro, inviando la persona presso la giusta organizzazione.
Se invece la domanda è di competenza dell’ente, l’assistente sociale analizza insieme alla persona la possibilità di avviare un intervento di aiuto e viene attivata la presa in carico.
Nel caso in cui la persona sia stata inviata dall’autorità giudiziaria, la presa in carico sarà di tipo coatto.

Valutazione (assessment)

In questa fase, (in inglese assessment), l’assistente sociale, insieme alla persona, ricostruisce la situazione personale e familiare della stessa. L’obiettivo è raccogliere le informazioni necessarie per identificare i bisogni e valutare le risorse presenti e potenzialmente attivabili. La finalità di questa fase è individuare un‘area, talvolta definita “area bersaglio” su cui lavorare.
Gli strumenti che vengono utilizzati per raccogliere informazioni sono: il colloquio, la visita domiciliare, la documentazione e l’osservazione.

Fase progettuale

In questa fase l’assistente sociale guida la persona nella definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Nel progetto devono essere inseriti:

  • i soggetti coinvolti nel processo di aiuto;
  • gli obiettivi che si vogliono raggiungere;
  • le azioni che ogni attore coinvolto deve compiere per raggiungere gli obiettivi;
  • i tempi;
  • le risorse

In questa fase è inoltre essenziale attivare un piano di monitaraggio. Si tratta di stabilire delle modalità di verifica in itinere dell‘andamento del percorso di aiuto. Solo così, in caso di necessità, sarà possibile apportare delle modifiche al progetto iniziale.

Fase contrattuale

Dopo che il progetto è stato definito viene inserito in quello che anche nel servizio sociale ha assunto il nome di contratto. Quest’ultimo è un impegno, che è meglio stendere in forma scritta, esplicito e bilaterale tra le parti.

Il contratto è finalizzato a:

  • limitare l’azione all’interno del progetto definito insieme;
  • verificare i progressi nel raggiungimento degli obiettivi e valutare i cambiamenti;
  • evitare il perseguimento di progetti non esplicitati;
  • rafforzare l’importanza dell’impegno.

Il contratto deve avere le seguenti caratteristiche:

  • flessibilità: il contratto non è rigido, anzi deve sempre essere modificabile;
  • focalizzazione rispetto agli obiettivi stabiliti insieme;
  • chiarezza: il contratto deve essere chiaro a tutti gli attori coinvolti;
  • frutto della negoziazione tra le parti e NON imposto dall’assistente sociale;
  • realisticità, ovvero deve essere concretizzabile.

Fase di realizzazione, fase attuativa

Definito il progetto e steso il contratto, tutti i oggetti coinvolti nel processo di aiuto devono compiere precise azioni (nel modello unitario centrato sul compito di parla appunto di Compiti), finalizzate al raggiungimento degli obiettivi. 

Valutazione dei risultati, fase conclusiva.

La fase di verifica e valutazione finale coincide con la conclusione del progetto stabilito con la persona. In questa fase vengono analizzati i risultati raggiunti e l’andamento complessivo del processo di aiuto.
La verifica e la valutazione sono inoltre una costante di tutto il percorso di aiuto. In questo modo, se ci sono delle difficoltà nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti, è sempre possibile fare delle modifiche al progetto iniziale. 
In fase conclusiva la persona può sperimentare sentimenti di abbandono, di perdita e di tradimento. Per ridurre il rischio che la persona viva queste emozioni negative, è importante che il professionista discuta la necessità di chiudere il rapporto prima di arrivare in questa fase.
Se i risultati stabiliti in fase progettuale sono stati raggiunti, si può elaborare un piano di mantenimento o un eventuale nuovo contratto. In caso contrario è importante comprendere cosa sia accaduto ed eventualmente riprogrammare, rinviare l’intervento di aiuto ad un momento futuro o, in alcuni casi, interrompere la relazione di aiuto.
Altro momento essenziale di questa fase è l’autoverifica che l’assistente sociale fa rispetto all’andamento e all’efficacia del percorso di aiuto. Si tratta di un momento molto importante ed essenziale di apprendimento personale e per il servizio.

 

N.B. Le fasi sono state riassunte molto brevemente altrimenti il post sarebbe stato decisamente troppo lungo. Se però vi interessa approfondirle fatemelo sapere 😉

Buono studio,
Mirabella Maria

 

Bibliografia e approfondimenti

  • Le dimensioni dell’intervento sociale, F. Ferrario
  • Nuovo dizionario di servizio sociale, A. Campanini
  • Assistenti sociali professionisti, Rovai, Zilianti
  • Il metodo nel servizio sociale, Fargion S.

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7 thoughts on “Il procedimento metodologico nel Servizio Sociale

  1. Gentilissima, innanzitutto voglio ringraziarla per l’aiuto prezioso che ci offre con i suoi post; volevo chiederle se è possibile il post sulla terza parte della “tutela minori”. Grazie in anticipo 😊 Inviato da iPhone

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  2. Buonasera, le sono grata per le preziose informazioni che pubblica in questo sito. In vista dell’esame di stato sto approfondendo l’argomento del metodo e dei modelli del servizio sociale. Saprebbe darmi delucidazioni in merito? la ringrazio per l’attenzione! 😀

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  3. Buonasera gentilissima Dott.ssa Mirabella, le sono grata per le preziose informazioni che pubblica in questo sito. In vista dell’esame di stato sto approfondendo l’argomento del metodo e dei modelli del servizio sociale. Saprebbe darmi delucidazioni in merito? la ringrazio per l’attenzione! 😀

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  4. Ho approfondito il modello di problem solving, modello sistemico-relazionale, modello unitario centrato sul compito e modello di rete. In particolare avrei bisogno di delucidazioni in merito alla terminologia di metodologia/metodo/modello, in quanto analizzando alcuni testi, a volte questi concetti sono utilizzati come sinonimi. Inoltre mi piacerebbe capire se esiste una differenza tra modello di rete e lavoro di rete. Spero Lei mi possa aiutare! La ringrazio per la cortesia 😀

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